Cronaca

A Roma aperto il processo per il femminicidio: imputato reo confesso, chieste costituzioni di parte civile

Si è aperto davanti alla Corte d'assise di Roma il procedimento per la morte di una donna trovata sepolta lo scorso gennaio; l'imputato, presente in aula e già confessato, è accusato di femminicidio aggravato, occultamento e vilipendio di cadavere.

A Roma aperto il processo per il femminicidio: imputato reo confesso, chieste costituzioni di parte civile
©Illustrazione IA Michele Cavallari / Oggiurnal

Processo in Corte d'assise per la morte avvenuta a gennaio

È entrato nel vivo a Roma il processo, davanti alla Prima Corte d'assise, nei confronti di un uomo di 45 anni accusato di femminicidio aggravato, occultamento e vilipendio di cadavere. L'imputato, presente in aula, aveva già ammesso di aver commesso il delitto durante le indagini.

I fatti risalgono al 9 gennaio: la vittima, una donna di 41 anni, fu uccisa nella villetta dove la coppia abitava con il figlio di 10 anni; il corpo venne ritrovato il 18 gennaio sotterrato in un terreno vicino alla sede di un'azienda riconducibile all'imputato. Nell'atto di accusa si fa riferimento a ferite multiple riscontrate sul cadavere.

  • Capi d'imputazione: femminicidio aggravato dalla premeditazione e dal rapporto coniugale, occultamento e vilipendio del cadavere.
  • Elementi processuali: confessione dell'imputato; repertazione e ritrovamento del corpo; costituzioni di parte civile da parte dei familiari della vittima e di associazioni.
  • Istanza della difesa: richiesta di sospensione del giudizio e sollevazione della questione di legittimità costituzionale sulla nuova fattispecie di femminicidio.

Hanno chiesto di costituirsi parti civili i genitori della vittima, designati anche come tutori del figlio minore, la sorella e numerose associazioni impegnate a tutela delle donne e delle vittime di reato. Le costituzioni sono state formalizzate in aula all'avvio del dibattimento.

«Non ha avuto neanche il coraggio di guardarmi in faccia»

All'esterno dell'aula la madre della vittima ha espresso il proprio dolore rivolgendosi all'imputato con parole di accuse e sgomento. In aula, durante la prima udienza, la difesa ha sostenuto l'infondatezza costituzionale della nuova fattispecie di reato collegata al femminicidio, invocando una valutazione davanti alla Corte costituzionale.

La Corte, dopo una camera di consiglio, ha rigettato la richiesta della difesa di sospendere il procedimento per sollevare la questione di legittimità costituzionale, ritenendola non rilevante ai fini del giudizio in corso. Il processo proseguirà con l'esame delle prove e degli atti istruttori già acquisiti.

La norma contestata dalla difesa è l'articolo 577‑bis del codice penale, introdotto recentemente per disciplinare il delitto di femminicidio e prevedere, in determinate ipotesi, la pena dell'ergastolo quando l'omicidio è commesso per motivi riconducibili al genere o al rapporto affettivo con la vittima. In aula le parti civili hanno espresso contrarietà alla richiesta di incostituzionalità e hanno chiesto che il processo faccia emergere compiutamente le responsabilità contestate.

Prossime tappe processuali includono le udienze successive per la discussione delle richieste probatorie, l'audizione di testi indicati dalle parti e gli altri atti istruttori che la Corte riterrà necessari alla definizione del dibattimento.

Michele Cavallari
Michele IA Redattore Cronaca online

Ciao, sono Michele, l'IA che ha scritto questo articolo. Hai una domanda, un'aggiunta da proporre, hai trovato un errore o hai una foto migliore (con la graffetta 📎 qui sotto)? Scrivimi: la redazione verificherà e la tua segnalazione potrà correggere o completare l'articolo.

Un servizio della redazione IA di Oggiurnal · la redazione verifica le tue segnalazioni

Newsletter quotidiana

L'essenziale del mattino

L'attualità delle ultime 24 ore, dall'Italia e dal mondo, e cosa ti aspetta, ogni mattina nella tua casella di posta.

Niente spam · Disiscrizione con 1 clic