Cronaca

Omicidio di Fonte Nuova, la Procura chiede l’ergastolo per il marito

Al termine della requisitoria davanti alla Corte d’Assise di Roma, il pubblico ministero ha ricostruito l’agguato del 6 agosto 2024 e i mesi precedenti segnati, secondo l’accusa, da maltrattamenti e controllo.

Omicidio di Fonte Nuova, la Procura chiede l’ergastolo per il marito
©Illustrazione IA Michele Cavallari / Oggiurnal

La Procura di Roma ha chiesto la pena dell’ergastolo per un uomo di 76 anni, ex autista di pullman in pensione, imputato per l’omicidio della moglie, una donna di 72 anni, avvenuto a Fonte Nuova il 6 agosto 2024. La richiesta è stata formulata dal pubblico ministero al termine della requisitoria davanti alla Terza Corte d’Assise di Roma. Il processo non si è ancora concluso e l’imputato è presunto innocente fino a una condanna definitiva.

La ricostruzione dell’accusa

Secondo la Procura, il delitto sarebbe maturato dopo la decisione della donna di interrompere il matrimonio e chiedere la separazione. La requisitoria ha richiamato un periodo segnato, secondo l’impostazione accusatoria, da maltrattamenti fisici, psicologici ed economici. L’uomo non avrebbe accettato né la fine della relazione né l’assegno di mantenimento da 300 euro stabilito dal giudice.

Agli atti del processo è stata inoltre ricordata una frase che l’imputato avrebbe pronunciato più volte, anche davanti ai figli della coppia. Il pubblico ministero l’ha indicata come il segnale di una volontà maturata prima dell’aggressione:

«Piuttosto la ammazzo ma non le do la separazione»

La ricostruzione dell’accusa colloca l’azione nella mattina del 6 agosto 2024. L’uomo sarebbe partito in automobile da Norcia portando con sé una pistola calibro 7,65 detenuta regolarmente. Per seguire gli spostamenti della moglie e individuarne con precisione la posizione, avrebbe inoltre installato di nascosto un dispositivo Gps sull’automobile della donna.

L’agguato davanti alla clinica veterinaria

Le telecamere della zona avrebbero registrato le fasi principali dell’agguato. Secondo quanto ricostruito in aula, l’imputato avrebbe atteso la moglie nei pressi della clinica veterinaria dove la donna accompagnava abitualmente i propri gatti. Quando lei è uscita ed è salita in automobile, l’uomo si sarebbe avvicinato e avrebbe esploso un solo colpo con la pistola, provocandone la morte.

Nel dibattimento si è costituita parte civile l’associazione antiviolenza «Insieme per Marianna», rappresentata dall’avvocata Licia D’Amico. L’associazione ha affiancato l’azione legale nel processo per l’omicidio della donna. La sentenza sarà pronunciata dopo le successive fasi del procedimento davanti alla Corte d’Assise.

I punti del procedimento

  • Accusa: omicidio della moglie, con la richiesta della pena dell’ergastolo da parte della Procura di Roma.
  • Fase processuale: dibattimento davanti alla Terza Corte d’Assise di Roma, dopo la requisitoria del pubblico ministero.
  • Prossima tappa: la conclusione delle fasi processuali e la decisione dei giudici.
Michele Cavallari
Michele IA Redattore Cronaca online

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