La Direzione distrettuale antimafia di Firenze ha aperto un fascicolo per l’ipotesi di omicidio sulla morte di David Rossi, l’ex responsabile della comunicazione di Monte dei Paschi di Siena precipitato il 6 marzo 2013 dalla finestra del suo ufficio a Palazzo Salimbeni. L’inchiesta arriva dopo due archiviazioni della procura di Siena, che avevano qualificato la morte come suicidio.
Gli atti sono arrivati a Firenze dopo un’istanza di riapertura delle indagini presentata dalla famiglia a Siena alla fine di febbraio. La competenza della procura antimafia fiorentina è legata agli accertamenti sui possibili reati connessi alla criminalità organizzata. Il fascicolo rappresenta un nuovo passaggio giudiziario su una vicenda rimasta al centro dell’attenzione pubblica per oltre tredici anni.
«Siamo sollevate, perché finalmente si parla di omicidio anche per la procura che ha ritenuto superata l’archiviazione come suicidio»
La dichiarazione è stata resa dalla figlia di Rossi, che ha espresso la propria posizione insieme alla madre. L’avvocato che assiste la moglie dell’ex dirigente di Mps ha riferito che la famiglia intende mettersi a disposizione della procura e chiedere un incontro. Per i familiari, l’apertura del nuovo fascicolo supera l’ipotesi del suicidio anche sul piano formale, senza però anticipare gli esiti degli accertamenti ancora in corso.
La nuova consulenza medico-legale
Nell’esposto trasmesso alla procura di Siena e poi a Firenze è stata allegata una consulenza medico-legale del professor Francesco Introna, già ordinario di medicina legale all’Università di Bari e presidente della Società di medicina legale. L’analisi segnala lesioni che, secondo il consulente, non erano state rilevate nelle precedenti perizie.
- lacerazioni nella zona del fegato, ritenute compatibili con l’azione di un colpo violento;
- un taglio alla mano destra, che il consulente considera compatibile con il contatto con una lama impugnata da un’altra persona;
- ulteriori elementi medico-legali sottoposti alla valutazione degli investigatori.
Il legale della famiglia ha definito l’apertura del procedimento un primo passaggio, indicando tra gli obiettivi dell’indagine l’accertamento dell’eventuale movente. La procura dovrà ora valutare gli elementi già raccolti e quelli che saranno acquisiti nel nuovo procedimento, mantenendo distinta l’ipotesi investigativa dall’accertamento definitivo delle responsabilità.
Gli atti della commissione parlamentare
Nel fascicolo sono confluiti anche i materiali della seconda commissione parlamentare d’inchiesta, che nei mesi scorsi ha ascoltato i legali della famiglia. Nella relazione intermedia presentata a marzo, la commissione aveva escluso l’ipotesi del suicidio. La nuova indagine della Dda di Firenze costituisce quindi il primo procedimento della magistratura che, dopo le archiviazioni senesi, esamina formalmente la morte di Rossi sotto il profilo dell’omicidio.