La Procura di Foggia ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini al 48enne accusato dell’omicidio della moglie, una donna di 46 anni uccisa nella loro abitazione il 23 aprile 2026. L’uomo, una guardia giurata, è detenuto in carcere dalla sera del delitto. L’atto della Procura precede normalmente la possibile richiesta di rinvio a giudizio, ma non equivale a una condanna: la responsabilità penale dovrà essere accertata nelle successive fasi del procedimento.
L’accusa: quattro colpi sparati nell’abitazione
Secondo la ricostruzione accusatoria, la donna sarebbe stata colpita da quattro proiettili esplosi a distanza ravvicinata con la pistola di ordinanza, una Glock calibro 9x21. L’arma sarebbe stata utilizzata all’interno della casa della coppia. Nel capo d’imputazione è contestata anche l’aggravante prevista per il fatto commesso nei confronti della moglie.
Il reato ipotizzato è omicidio aggravato. Per questa contestazione la pena prevista può arrivare all’ergastolo. La qualificazione giuridica contenuta nell’avviso riflette l’impostazione dell’accusa e sarà sottoposta al vaglio dell’autorità giudiziaria nelle prossime tappe processuali.
La separazione e i comportamenti contestati
Uno degli elementi ricostruiti dagli investigatori riguarda la volontà della donna di separarsi. Nei giorni precedenti alla morte, secondo quanto indicato nell’avviso, il marito era stato convocato dall’avvocato della moglie per affrontare la separazione. La Procura collega il delitto al rifiuto dell’uomo di accettare la fine della relazione e lo stile di vita della donna.
«Veniva realizzato come limitazione delle libertà individuali della donna, non accettando lo stile di vita tenuto dalla Rago»
Nel procedimento sono inoltre descritti comportamenti che l’accusa considera parte di una condotta di maltrattamento. Tra gli episodi contestati figurano il controllo del telefono cellulare, i pedinamenti, espressioni volte a sminuire la donna e ostacoli alla possibilità di svolgere un’attività lavorativa. Si tratta di circostanze ancora sottoposte all’accertamento giudiziario.
Le prossime fasi del procedimento
Con la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini, la difesa può esercitare le facoltà previste dalla legge prima delle decisioni della Procura sull’eventuale richiesta di rinvio a giudizio. L’uomo resta sottoposto alla misura cautelare in carcere già disposta dopo il delitto. L’accusa dovrà ora essere valutata nei passaggi processuali successivi, nel rispetto della presunzione di innocenza.
- 23 aprile 2026: la donna viene uccisa nella casa della coppia, secondo l’ipotesi accusatoria.
- 28 ottobre 2026: la Procura di Foggia notifica l’avviso di conclusione delle indagini.
- Contestazioni: omicidio aggravato dal rapporto coniugale e maltrattamenti.