La decisione della Corte d'assise d'appello di Milano
La Corte d'assise d'appello di Milano ha riconosciuto l' aggravante della premeditazione nel processo d'appello bis per l'omicidio di Giulia Tramontano, uccisa il 27 maggio 2023 a Senago mentre era incinta di sette mesi. L'imputato, già condannato all'ergastolo, dovrà scontare la pena con l'aggiunta di tre mesi di isolamento diurno.
La pronuncia arriva nell'ambito della revisione disposta dalla Corte di Cassazione, che aveva annullato una parte della precedente sentenza di secondo grado: i giudici milanesi sono stati chiamati a riesaminare in particolare gli elementi relativi alla premeditazione e alle modalità con cui sarebbe stato preparato e consumato il delitto.
«Questa condotta mostra che non c'è solo premeditazione» — pg di Milano Maria Pia Gualtieri
Nel corso dell'udienza la rappresentante della pubblica accusa, il sostituto procuratore generale di Milano, ha illustrato la ricostruzione accusatoria sottolineando, secondo quanto emerso in aula, una serie di condotte ritenute indicative di un progetto preordinato che si sarebbe concretizzato nella pianificazione dell'uccisione e nei successivi tentativi di occultamento del corpo.
Gli elementi dell'accusa
- Data del fatto: 27 maggio 2023; la vittima era incinta di sette mesi.
- Modalità contestate: accusa di aver inflitto 37 coltellate alla donna e tentativi successivi di eliminazione del corpo.
- Fattori ritenuti rilevanti dall'accusa: presunti avvelenamenti antecedenti, ricerche su metodi per occultare il corpo e messaggi inviati per depistare.
I giudici hanno accolto la richiesta dell'accusa di ritenere integrata l'aggravante della premeditazione, fino ad ora esclusa da una sentenza di appello successivamente annullata dalla Cassazione proprio per la necessità di un approfondimento su questi profili.
Conseguenze processuali e prossime tappe
All'ergastolo già inflitto si applica ora la misura accessoria dell'isolamento diurno per tre mesi. La Corte ha annunciato il deposito delle motivazioni entro 45 giorni. La presenza in aula dei familiari della vittima è stata segnalata al termine della lettura del dispositivo.
| Voce | Dato |
|---|---|
| Data del delitto | 27 maggio 2023 |
| Condanna in primo grado | Ergastolo |
| Decisione odierna | Riconoscimento premeditazione; +3 mesi isolamento diurno |
| Termine per motivazioni | 45 giorni |
La vicenda aveva già attraversato diversi gradi di giudizio: dopo la condanna all'ergastolo, la Corte d'appello aveva escluso l'aggravante della premeditazione; su questa esclusione la Cassazione è intervenuta annullando parzialmente la sentenza e ordinando un nuovo esame. L'odierna decisione della Corte d'appello di Milano rappresenta l'esito di quel nuovo esame.
Le motivazioni che porteranno alla conferma dell'aggravante saranno depositate nei termini indicati e conterranno l'analisi dei singoli elementi probatori valutati dai giudici nella ricostruzione dell'accusa.