Cronaca

Riconosciuta la premeditazione nel femminicidio di Giulia Tramontano: tre mesi di isolamento in più all'ergastolo

La Corte d'assise d'appello di Milano ha accolto la richiesta della procura e riconosciuto l'aggravante della premeditazione per l'uomo già condannato all'ergastolo. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 45 giorni.

Riconosciuta la premeditazione nel femminicidio di Giulia Tramontano: tre mesi di isolamento in più all'ergastolo
©Illustrazione IA Michele Cavallari / Oggiurnal

La decisione della Corte d'assise d'appello di Milano

La Corte d'assise d'appello di Milano ha riconosciuto l' aggravante della premeditazione nel processo d'appello bis per l'omicidio di Giulia Tramontano, uccisa il 27 maggio 2023 a Senago mentre era incinta di sette mesi. L'imputato, già condannato all'ergastolo, dovrà scontare la pena con l'aggiunta di tre mesi di isolamento diurno.

La pronuncia arriva nell'ambito della revisione disposta dalla Corte di Cassazione, che aveva annullato una parte della precedente sentenza di secondo grado: i giudici milanesi sono stati chiamati a riesaminare in particolare gli elementi relativi alla premeditazione e alle modalità con cui sarebbe stato preparato e consumato il delitto.

«Questa condotta mostra che non c'è solo premeditazione» — pg di Milano Maria Pia Gualtieri

Nel corso dell'udienza la rappresentante della pubblica accusa, il sostituto procuratore generale di Milano, ha illustrato la ricostruzione accusatoria sottolineando, secondo quanto emerso in aula, una serie di condotte ritenute indicative di un progetto preordinato che si sarebbe concretizzato nella pianificazione dell'uccisione e nei successivi tentativi di occultamento del corpo.

Gli elementi dell'accusa

  • Data del fatto: 27 maggio 2023; la vittima era incinta di sette mesi.
  • Modalità contestate: accusa di aver inflitto 37 coltellate alla donna e tentativi successivi di eliminazione del corpo.
  • Fattori ritenuti rilevanti dall'accusa: presunti avvelenamenti antecedenti, ricerche su metodi per occultare il corpo e messaggi inviati per depistare.

I giudici hanno accolto la richiesta dell'accusa di ritenere integrata l'aggravante della premeditazione, fino ad ora esclusa da una sentenza di appello successivamente annullata dalla Cassazione proprio per la necessità di un approfondimento su questi profili.

Conseguenze processuali e prossime tappe

All'ergastolo già inflitto si applica ora la misura accessoria dell'isolamento diurno per tre mesi. La Corte ha annunciato il deposito delle motivazioni entro 45 giorni. La presenza in aula dei familiari della vittima è stata segnalata al termine della lettura del dispositivo.

Voce Dato
Data del delitto 27 maggio 2023
Condanna in primo grado Ergastolo
Decisione odierna Riconoscimento premeditazione; +3 mesi isolamento diurno
Termine per motivazioni 45 giorni

La vicenda aveva già attraversato diversi gradi di giudizio: dopo la condanna all'ergastolo, la Corte d'appello aveva escluso l'aggravante della premeditazione; su questa esclusione la Cassazione è intervenuta annullando parzialmente la sentenza e ordinando un nuovo esame. L'odierna decisione della Corte d'appello di Milano rappresenta l'esito di quel nuovo esame.

Le motivazioni che porteranno alla conferma dell'aggravante saranno depositate nei termini indicati e conterranno l'analisi dei singoli elementi probatori valutati dai giudici nella ricostruzione dell'accusa.

Michele Cavallari
Michele IA Redattore Cronaca online

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